Van Gogh: da Padova ai social

A meno di un mese dall’apertura, la mostra Van Gogh: I colori della vita a Padova si è dovuta temporaneamente interrompere. Ciononostante, numerosi appuntamenti online raccontano l’esposizione e mantengono aperto un canale di comunicazione con il pubblico.

I colori della vita

Molte sono le peculiarità di questa mostra, ospitata dal Centro San Gaetano e organizzata da Linea d’ombra. I visitatori vengono guidati attraverso un percorso in sette sezioni che ricostruisce la produzione di Vincent Van Gogh attraverso i temi e i periodi della sua breve attività di pittore. Dai primi studi e dipinti olandesi, si passa alle sale dedicate ai due anni parigini e agli altri due, gli ultimi, trascorsi nel sud della Francia.

Alle opere di Van Gogh sono accostate quelle degli artisti che molto ammirava, tra cui Paul Gauguin, Jean-François Millet, Georges Seurat e Hiroshige. Grazie a questa scelta espositiva, è possibile non solo osservare l’evoluzione della tecnica di Van Gogh, ma anche confrontare i suoi quadri con gli stili e i soggetti da cui traeva ispirazione. A rendere completa l’immersione nel suo universo sono i frammenti delle lettere al fratello Théo, in cui Vincent commenta le sue stesse opere, rivela i suoi pensieri più intimi e il suo carattere scontroso, raramente ironico, e descrive con precisione analitica le scene e i colori dei luoghi in cui si trova.

Da Parigi alla Provenza

Una delle opere più rappresentative, oltre che più famose, tra quelle presenti in mostra è un Autoritratto del 1887, del periodo parigino. Le linee di colore materico puro rivelano l’influenza degli impressionisti e del pointillisme, ma non sono ancora fuse insieme, come avviene nelle opere successive. La trasformazione per Van Gogh comincia col suo arrivo ad Arles, a febbraio del 1888, periodo su cui l’esposizione si sofferma con particolare attenzione grazie alle opere provenienti dal Kröller-Müller Museum e dal Van Gogh Museum.

“In tutto c’è dell’oro antico, del bronzo, si direbbe del rame, e ciò, con l’azzurro verde del cielo scaldato fino a diventare bianco, dà un colore delizioso, estremamente armonioso, con dei mezzi toni alla Delacroix.”

Così si legge in una lettera di giugno 1888: come racconta Marco Goldin, curatore della mostra e fondatore di Linea d’ombra, la scoperta del colore giallo rivoluzionò interamente la pittura di Van Gogh. Luminoso e vibrante, il giallo è per l’artista anche il colore che gli permette di sentirsi parte del paesaggio inondato di luce che lo circonda, come si può ammirare nel dipinto Il Seminatore del 1888.

La mostra sui social

Oltre al sito della mostra, su cui si possono osservare le riproduzioni ad altissima risoluzione di alcune opere, Marco Goldin conduce vari appuntamenti live sulla pagina Facebook di Linea d’ombra. Ogni incontro è dedicato a un tema specifico ed è arricchito da brani selezionati dalle lettere e dall’accompagnamento al pianoforte del maestro Remo Anzovino. Un’iniziativa coinvolgente, nell’attesa di poter tornare a emozionarsi dal vivo davanti alle pennellate di Van Gogh.

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